La musica è stata tutta la mia vita, ha riempito con i suoi infiniti colori la mia infanzia, ogni momento dei miei studi ed ora ogni istante della mia carriera.

Grazie ad essa ho conosciuto persone di grande valore, artisti eccezionali, ho vissuto rapporti di grande stima reciproca che il tempo non potrà mai scalfire.

Da essi ho imparato soprattutto la dedizione completa della mia vita allo studio; ho capito quanto sia importante vivere con gioia ogni momento del mio lavoro, lasciando che questa gioia cresca quotidianamente nella  ricerca assidua e nella conquista di una particolare qualità del suono, nell’approfondimento delle caratteristiche contenute in un testo, nella lettura sempre drammatica della pagina musicale.

Una gran parte della mia vita è trascorsa in teatro…l’ho vissuto fin da piccolo come spettatore, e poi lavorando per molti anni come pianista e maestro suggeritore in numerosi teatri.

Ricordo con affetto molti di quei momenti e di quelle persone, che considero una parte molto importante della mia scuola, e che mi hanno permesso di conoscere e apprezzare quella particolare emozione che si vive nella costruzione di uno spettacolo.

Sono tanti i sentimenti che arrivano al cuore partecipando fino in fondo, senza limiti di tempo, a questa esperienza eccezionale.

Sono cresciuto nella convinzione di dover vivere ancora adesso come direttore d’orchestra tutti gli aspetti, tutte le tappe, ogni momento di un’opera teatrale, fin dall’inizio delle sue prove; un’interpretazione musicale cresce dentro di me solo  attraverso il continuo contatto con la partitura, e nelle prove, con la continua frequentazione degli artisti con cui lavoro.

Così la gioia di scoprire anche solo un particolare nuovo nella poesia e nella musica è immensa.

Altrettanto forte è la convinzione di voler esprimere in ogni lavoro,di qualsiasi stile, la mia individualità.

Verdi scriveva in una delle sue numerose lettere..”..le mie note o belle o brutte che sieno non le scrivo a caso e procuro sempre di darle un carattere..”

La considero una grande lezione che desidero applicare anche alla musica che dirigo.

Gli anni che ho trascorso in teatro mi sono serviti a cercare continuamente questo carattere in tutte le sue poliedriche caratteristiche, ma soprattutto insistendo nello sviluppo di quella qualità del suono che sia sempre immersa nella drammaticità del testo.

La scuola da cui provengo, la concertazione e l’ascolto delle opere dirette dai direttori di cui ero assistente, mi hanno trasmesso l’idea di un suono sempre intenso drammaticamente, ricco di accenti, articolato e fortemente dinamico:un lavoro dettagliato con l’orchestra al fine di porre sempre la pagina musicale su un piano equivalente al palcoscenico.

Le sue qualità così non si manifestano in modo soverchiante, ma contribuiscono a raggiungere la fusione delle peculiarità sceniche e musicali.

La pagina musicale perciò come un personaggio, appunto con i suoi infiniti colori.

Ed è così allora che ogni giorno realizzo sempre di più quanto siano davvero illimitati questi colori e sconfinati gli spazi della musica, e come in ogni momento di questa difficile carriera debba essere sempre grande il mio entusiasmo nel cercare di percorrerli.